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Dolore alla spalla: rottura della cuffia dei rotatori

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Siamo all’ultimo episodio della stagione. In questo episodio,  spiegheremo a Gelsomina cos’è la cuffia dei rotatori e in quali condizioni può causare il dolore alla spalla.

 

Ripassino dell’anatomia della spalla…

La spalla è l’articolazione che unisce il braccio al torace ed è formata dall’incastro di tre ossa: omero, scapola e clavicola. Queste sono a loro volta collegate da un fitto insieme di tendini, muscoli e legamenti concentrato in uno spazio di pochi centimetri. Il movimento della spalla è reso possibile da un gruppo composto da quattro tendini e quattro muscoli, chiamato cuffia dei rotatori, che collega la testa dell’omero con la cavità glenoidea della scapola e permette l’attività del braccio. Il complesso muscolo-tendineo della cuffia dei rotatori si compone superiormente dal tendine del muscolo sovraspinato, anteriormente da quello del muscolo sottoscapolare e posteriormente dai tendini dei muscoli sottospinato e piccolo rotondo. È proprio grazie al lavoro di questi muscoli che la spalla rimane stabile impendendone la lussazione!

Questa struttura può lesionarsi?

Quando si parla di rottura della cuffia dei rotatori è bene precisare che ci si riferisce alla rottura/lesione di un tendine e non di un muscolo. Con l’avanzare dell’età, infatti, i tendini della cuffia dei rotatori tendono ad indebolirsi. Questo fenomeno degenerativo può portare alla lacerazione dei tendini e quindi a dolore o debolezza associate al movimento del braccio.

Come si diagnostica?

Per valutare l’effettiva rottura o problematiche legate alla cuffia dei rotatori esiste uno specifico test che si basa sul testare la risposta muscolare del paziente in determinati angoli di movimento per capire quale delle quattro strutture è lesionata. Tendenzialmente i pazienti presentano difficoltà a mantenere il braccio sollevato lateralmente tra i 60° ed i 120°.

Come si cura?

Se il test risulta positivo, sarà necessario effettuare un’ecografia per valutare il grado della lesione. Tendenzialmente è consigliabile effettuare una terapia conservativa composta da esercizi studiati ad hoc da uno specialista per il rinforzo muscolare abbinati a terapie fisioterapiche. Nel caso in cui il tendine risulti lesionato è necessario intervenire chirurgicamente.

I tempi di recupero in caso di intervento

A seguito dell’intervento è necessario tenere il tutore per almeno 40 giorni a seguito dei quali sarà necessario intraprendere un percorso di fisioterapia e di rinforzo muscolare.

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